MODENA – Un confronto diretto tra scuola, università e mondo produttivo per raccontare il presente e immaginare il futuro. È quello che si è svolto questa mattina, dalle 10.30 alle 13, negli spazi di Casa Ciao in corso Cavour 50, dove gli studenti di una scuola superiore modenese hanno incontrato imprenditori e rappresentanti accademici in un dialogo aperto sulle prospettive del territorio.

L’iniziativa si è aperta con i saluti istituzionali del rettore di Unitelma Sapienza, Bruno Botta, di Emilio Braghin, presidente della sezione modenese del Consorzio Parmigiano Reggiano, e di Giuseppe Calabria, direttore del polo didattico modenese dell’ateneo.

Cuore della mattinata la tavola rotonda dal titolo “Radici e nuove direzioni: tradizione e innovazione nel territorio modenese”, moderata da Davide Berti, direttore della Gazzetta di Modena, Gazzetta di Reggio e La Nuova Ferrara. A confrontarsi sono stati Francesco Sereni, responsabile vendite, qualità e marketing dell’Acetaia Sereni, Matteo Seghedoni, art director e fondatore di Ciao Comunicazione, e Raffaella Napoli, responsabile dell’area poli didattici, promozione e job placement.

Dalle testimonianze è emerso con forza il valore del territorio come luogo in cui crescere professionalmente senza necessariamente dover partire. Matteo Seghedoni ha sottolineato come sia possibile sviluppare progetti creativi e digitali anche lontano dalle grandi metropoli, valorizzando i talenti locali e costruendo opportunità concrete senza rinunciare alle proprie radici.

Un concetto ripreso anche dagli altri relatori: il confronto con realtà esterne resta fondamentale per la crescita, ma non implica necessariamente l’abbandono del territorio. Al contrario, investire sulle competenze locali e sulla presenza di istituzioni formative consente di generare sviluppo e innovazione in modo diffuso.

Sul fronte produttivo, Francesco Sereni ha raccontato l’esperienza dell’aceto balsamico, simbolo di una tradizione secolare chiamata oggi a rinnovarsi. Dalla produzione all’export, fino allo sviluppo del turismo esperienziale nelle colline modenesi, emerge la necessità di comunicare meglio questi prodotti alle nuove generazioni, rendendoli accessibili e contemporanei senza snaturarne l’identità.

“Portare nel futuro prodotti così legati alla storia – ha spiegato – significa anche saperli raccontare e farli conoscere, soprattutto ai giovani e ai mercati internazionali”. Un percorso che passa anche dall’accoglienza turistica e dalla capacità di trasformare il patrimonio enogastronomico in esperienza.

Raffaella Napoli ha posto l’accento sull’importanza della conoscenza diretta del territorio, soprattutto per i più giovani. Solo vivendo e comprendendo le eccellenze locali è possibile sviluppare un senso di appartenenza e coglierne le opportunità, anche in un contesto in cui la comunicazione e i modelli esterni influenzano sempre di più le scelte.

Il dibattito ha messo in luce anche una delle sfide principali: trovare un equilibrio tra la “lentezza” delle tradizioni e la velocità del mondo contemporaneo. Un passaggio che richiede consapevolezza, capacità di adattamento e uno sguardo orientato al futuro, senza perdere il valore delle radici.

Giuseppe Calabria