Società sportive da tutta la provincia di Modena e Reggio Emilia riunite per un momento di incontro e confronto: dal rugby al tennis, dal calcio al nuoto, dalla pallavolo al basket : al centro i giovani, il rispetto delle regole e il legame tra sport, scuola e famiglia.

CARPI (Modena) – Una platea gremita, dirigenti sportivi, allenatori, genitori e anche alcuni giovani atleti seduti tra i banchi di scuola.
È questa l’immagine più autentica della premiazione andata in scena ieri sera agli Istituti Privati Fermi di Carpi : un momento che ha saputo andare oltre la consegna delle targhe meritorie, da parte del direttore Giuseppe Calabria e del preside, Antonio Barone, trasformandosi in un’occasione di confronto e condivisione sui valori più profondi dello sport.

A sottolinearlo, in apertura, è stato uno degli organizzatori della serata, Gianluca Vecchi, che da oltre un decennio collabora con l’istituto per promuovere iniziative sportive e culturali. “Quando vedo 30 o 35 persone qui, in una scuola, di sera, con ragazzi, genitori, dirigenti e presidenti – ha detto – mi stupisco e vi ringrazio. Non è scontato. Significa che quello che stiamo costruendo resta nel tempo”. Un impegno, quello del Fermi, riconosciuto pubblicamente: la scuola è stata definita un punto di riferimento capace di “valorizzare il territorio” e di creare non solo eventi, ma messaggi. Dare valore a chi crea valore. Iniziative che intrecciano sport, studio e famiglia, i tre pilastri richiamati più volte nel corso della serata.

Società da tutta la provincia di Modena e zone limitrofe, a testimoniare della vitalità del tessuto sportivo di associazioni provenienti da diversi comuni: da Mirandola a San Possidonio, da Correggio a Campogalliano, da San Martino in Rio a Finale Emilia e Nonantola, passando naturalmente per Carpi, Soliera e le sue frazioni. Calcio, volley, tennis, nuoto, basket, pallamano, rugby, equitazione, danza: discipline diverse, ma unite da un filo comune. “Date valore a chi genera valore”, è stato ribadito dal palco, ringraziando dirigenti e volontari che, spesso lontano dai riflettori, accompagnano la crescita di centinaia di ragazzi.

Non sono mancate testimonianze dirette. Un giovane tennista carpigiano, 21 anni, ha raccontato la crescita del proprio circolo, arrivato oggi a oltre 300 tesserati e 400 ragazzi coinvolti. “L’effetto Sinner ha portato molti nuovi iscritti”, ha spiegato, sottolineando come l’attività agonistica si concili con lo studio e con l’impegno quotidiano nell’insegnamento ai più piccoli. Dal nuoto è arrivata la conferma di un movimento in salute, con numeri in aumento e un forte radicamento sul territorio regionale. Dalla pallamano e dal calcio il racconto di società impegnate anche sul fronte dell’integrazione, soprattutto nei quartieri più complessi, dove lo sport diventa strumento educativo e sociale. Il rugby e la lezione del rispetto.

Tra gli interventi più applauditi, quello del rappresentante del rugby, che ha ricordato una regola tanto semplice quanto potente: se un genitore o un tifoso offende l’avversario, la partita viene sospesa. “Nel rugby l’arbitro è l’autorità. Si può parlare dopo, ma durante il gioco si rispetta. E il terzo tempo è obbligatorio: si mangia insieme, bambini e squadre mescolati”. Un messaggio chiaro: nel campo si compete, fuori si costruiscono relazioni. “Vale di più quello che è fuori dal campo rispetto a ciò che accade durante la partita”, è stato ribadito. Un concetto che riassume bene lo spirito dell’intera serata.

Strutture, investimenti e futuro
Dal mondo delle polisportive è emersa anche una riflessione sulle infrastrutture sportive. C’è chi, come alcune realtà del territorio, ha scelto negli anni di investire prima nelle strutture, creando impianti in collaborazione con i Comuni, per poi sviluppare le attività. “Creando la casa dello sport – è stato detto – si crea anche lo sport”. Uno sguardo al futuro è arrivato anche dal mondo universitario, con la consegna di targhe meritorie recanti la firma dell’Università Unitelma Sapienza di Roma, a suggellare un legame tra scuola, sport e formazione accademica. Nel suo intervento il direttore Calabria ha richiamato l’importanza di costruire prima di tutto la propria identità: “Se non sai chi sei, non sai dove vai. L’eccellenza nasce dalla consapevolezza e dalla condivisione”.

Un messaggio che resta
Tra ricordi di edizioni passate, campioni ospiti e progetti futuri – con l’idea, per il prossimo anno, di organizzare anche una cena di gala con tutte le società coinvolte – la premiazione agli Istituti Fermi si è confermata un appuntamento capace di unire. Non solo una celebrazione di risultati agonistici, ma un riconoscimento al ruolo sociale dello sport. Una serata che ha mostrato come, quando scuola e associazioni lavorano insieme, si possa davvero costruire una comunità fondata su rispetto, inclusione e responsabilità. E, soprattutto, su quella convinzione condivisa da tutti gli interventi: lo sport è una palestra di vita, e i suoi insegnamenti – dal sacrificio al fair play, dalla disciplina alla solidarietà – restano ben oltre il fischio finale.